Cavalleria rusticana

Allestimento a cura dei vincitori del Concorsi di regia e allestimento 2015 promosso dalla Fondazione Orizzonti d’Arte

NOTE DI REGIA
di Lucas Simon

Cavalleria rusticana è un dramma che arriva da un passato intriso di tradizioni così attuali che bisogna muoversi con circospezione quando l’occhio si sforza di vedere più lontano.
L’ispirazione è il mondo femminile che sembra subire la pressione del potere maschile, quando di fatto ne muove le fila, in maniera neanche troppo silenziosa e di sicuro indisturbata.
Mamma Lucia è la chiave dei sentimenti che muovono gli animi, indirizza i gesti, gli amori e le conseguenze, in un triangolo eterno dove l’incubo di Santuzza non è più solo Lola, ma il sistema intero che resta protetto dal codice che ne rappresenta l’onore.
In questa prigione di silenzio non c’è spazio per l’amore, non c’è tempo per la verità, non c’è un briciolo di libertà; mamma Lucia diventa l’altare a cui rivolgere una preghiera, diventa il simbolo di quella stessa fede che scandisce le giornate in chiesa, quasi ad implorare la grazia, sperando che il giudizio non sia troppo severo, che si possa risvegliare in lei un sentimento materno che permetta di abbandonare, almeno una volta, quel rispetto antico che porta solo dolore e disperazione.
Ci muoviamo con passo cauto in un terreno intriso di dubbi, dove l’omertà non potrà nascondere l’amore, ma porterà alla morte.
Davvero Lola è responsabile dell’angoscia di Santuzza?
Mamma Lucia, dall’alto del suo rigore, ha in fondo una preferenza per Santuzza o per Lola?
E Alfio, uomo forte e rustico, di natura sensibile, sarebbe davvero capace di uccidere Turiddu?
Sono questi gli interrogativi ai quali cercheremo di rispondere, questi i dubbi che metteremo in scena e attraverso i conflitti umani generati da amore e religione, da gelosia e consuetudine, attraverseremo il dramma che si compirà ancora una volta.

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Foto de I Flashati