Oblivion/The Human Jukebox

OBLIVION:
THE HUMAN JUKEBOX

GLI OBLIVION SONO:
GRAZIANA BORCIANI, DAVIDE CALABRESE, FRANCESCA FOLLONI,
LORENZO SCUDA, FABIO VAGNARELLI

CONSULENZA REGISTICA: GIORGIO GALLIONE
MUSICHE: LORENZO SCUDA
TESTI: DAVIDE CALABRESE E LORENZO SCUDA

Cinque contro tutti. Un articolato mangianastri umano che mastica tutta la musica e la digerisce in diretta in modi mai sentiti prima. Questo è OBLIVION: THE HUMAN JUKEBOX.
Alla perversa creatività dei cinque cialtroni più irriverenti del teatro e della Rete si aggiunge, questa volta, quella del loro pubblico che contribuirà a creare il menù della serata suggerendo gli ingredienti della pozione.
Gli Oblivion hanno in repertorio tutti i grandi della musica italiana e internazionale e sono pronti ad affrontare sfide sempre più difficili a colpi di cazzotti, mash-up, parodie, duetti impossibili e canzoni strampalate.
Un flusso di note e ritmi infinito che prenderà vita davanti agli occhi attoniti degli spettatori, ogni sera, per una esperienza folle e mai ripetibile. Nessuno spettacolo sarà uguale al precedente.
Dai Ricchi e Poveri ai Rapper, da Ligabue ai Cori Gospel, da Morandi ai Queen, tutte le canzoni senza farne nessuna. Uno schiacciasassi che trangugia e livella Sanremo, X Factor, Albano e Il Volo.

OBLIVION: THE HUMAN JUKEBOX
 è la playlist che non hai mai avuto il coraggio di fare, uno Spotify vivente che provoca scene di panico, isteria collettiva, ma soprattutto interminabili richieste di bis!

OBLIVION
Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli ovvero gli Oblivion, si incontrano nel 2003 a Bologna dove iniziano a frequentare (ma solo virtualmente) una serie di maestri eccellenti come il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, i Monty Python fino a creare un loro stile originale che mescola modernità e tradizione, vintage e attualità.
Trascorrono anni intensi spesi nel teatro di rivista e nei musical, poi nel 2009 diventano notissimi al grande pubblico grazie al loro video su YouTube “I Promessi Sposi in 10 minuti”, geniale micro-musical visto ed emulato da milioni di utenti.

Da quel momento iniziano un lungo tour teatrale con lo spettacolo “Oblivion Show” per la regia di Gioele Dix, in co-produzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia: due stagioni di tour e oltre 200 repliche nei più importanti teatri e città italiane.
Il teatro chiama poi la TV: debuttano sul piccolo schermo a “Parla con me” di Serena Dandini e segue poi l’invito nel cast di “Zelig” (prima serata Canale 5) nel 2011.

Migliaia di studenti impazziscono per le parodie culturali degli Oblivion diventate ormai parte del gergo giovanile: oltre a “I Promessi Sposi in 10 minuti” ci sono “L’Inferno in 6 minuti” e “Pinocchio in 6 minuti”. Nasce anche un libro con dvd dal titolo “I Promessi Esplosi”, (Pendragon 2011) tra il didattico e il comico: esperienza che confluiscein una serie di Lectio Dementialis nei più prestigiosi Licei ed Atenei d’Italia.

Nel maggio 2011 pubblicano su YouTube “Obliviatar – Avatar in 6 minuti” realizzato in grafica 3d con la collaborazione di Video Italia per la regia di Michele Ferrari.
Nello stesso anno debutta il nuovo show teatrale “Oblivion Show 2.0. Il Sussidiario” sempre con la regia di Gioele Dix.
Nell’ottobre 2012 esce il loro primo singolo “Tutti quanti voglion fare yoga” seguito da un divertentissimo video interattivo, mentre nell’aprile 2013 viene pubblicato il singolo e video di “C’è bisogno di zebra”.

Dal 2012 è in distribuzione anche il progetto su Giorgio Gaber “Far finta di essere G”, nato con il patrocinio della Fondazione Gaber.
Nell’agosto 2013 debutta sul palco del Ravello Festival “Othello, la H è muta” spettacolo nel quale demoliscono a colpi di grottesca ironia sia l’Othello di Shakespeare che l’Otello di Verdi in uno show con la consulenza registica di Giorgio Gallione che sarà rappresentato anche al Teatro Regio di Parma dopo una lunghissima tournée.

Nel 2014 gli artisti presentano “Oblivion.zip”, il loro personale archivio portatile che prevede per la prima volta il coinvolgimento del pubblico: una scaletta a richiesta dei presenti.
Nel febbraio del 2015 debuttano sul web gli irresistibili mash-up del gruppo che ottengono milioni di visualizzazioni, in particolare “Morandi VS Queen” conquista subito milioni di visualizzazioni.
A dicembre 2015 sono ospiti di “Panariello sotto l’albero” in prima serata su RaiUno e a gennaio 2016 partecipano alla festa dei 40 anni del quotidiano La Repubblica dove presentano il nuovo singolo “Evolution of Sanremo”, un’incredibile carrellata delle 66 canzoni vincitrici del festival di Sanremo in solo 5 minuti. Il brano spopola poi sul canale YouTube del gruppo ottenendo a breve migliaia di visualizzazioni.


Hanno scritto di loro…

La voglia di spasso che fa centro
Quello in scena fino al 1° maggio al Teatro Leonardo non è un juke box musical, ma «il» juke box musical: è «human», perché fa del fattore umano l’arma di scasso di una divertente seduta psicologica di gruppo. È tra i migliori show offerti dagli Oblivion ( foto) che da anni puntano alle canzoni come reagente e specchio culturale con gran voglia di spasso non sempre innocente. I cinque folli entertainer-cantanti- attori, professionismo e tempismo a cinque stelle, fra cubi alla Rubik- Mondrian, chiedono alla platea chi devono imitare, innescando un gioco di bigliettini allegro e contagioso. Inizia così un montaggio, di relazioni pericolose, incroci azzardati, scratching, utilizzando le risorse e le provviste dello spirito di osservazione: iniziano con un tutto Sanremo di 5’e continuano coi rapper, trio Lescano, Morandi, Queen, Bach, Ligabue, i Cetra, Mina, Zero, Al Bano con Romina versione moscovita, a spasso nel tempo, nelle mode, nelle note. Alla fine all’indice dei nomi trionfo dei performer sorridenti: Davide Calabrese e Lorenzo Scuda (ideatori), Fabio Vagnarelli, Graziana Borciani e Francesca Folloni. Regia di Gallione, ritmo senza pause nel non facile gioco meta teatrale dell’improvvisazione, che gli Oblivion reggono per 100’ inseguiti da un clamore entusiasta e connivente.
Maurizio Porro (Corriere della Sera)

Che bravi gli Oblivion jukebox umani. 66 festival di Sanremo liofilizzati in 5 minuti.
Diavolo di questi Oblivion. Dopo aver sintetizzato, stritolato e rimixato i classici della letteratura, dai Promessi sposi a Dante, i cinque folletti della comicità in musica in The human jukebox (regia di Giorgio Gallione) stravolgono la tradizione, meno sacra ma altrettanto intoccabile, della canzone italiana. Strizzando l’occhio al pubblico, invitato a infilare in una boccia di vetro foglietti coi nomi dei cantanti preferiti, estratti e improvvisati dai novelli Cetra durante lo spettacolo. Un impiccio da cui si cavano con ironia da vendere e il solito incredibile virtuosismo in un’ora e mezza travolgente in cui si ride fino alle lacrime, e che non risparmia nessuno: dalle 66 edizioni di Sanremo liofilizzate in cinque minuti alla parodia dei tenorini del Volo con bavaglini e vocioni da Hulk, da X-Factor alle vecchie glorie Al Bano e Romina, Pupo & C. finiti in Russia al “festival zar”. Eccellenti!
Simona Spaventa (Repubblica)