Oleanna

di
David Mamet
regia
Roberto Carloncelli
con
Gianni Poliziani e Benedetta Margheriti
assistente alla regia
Mascia Massarelli
scenografia e luci
Fabrizio Nenci
produzione
Fondazione Orizzonti d’Arte
Oleanna è un opera teatrale, a due personaggi, di David Mamet, scritta nel 1992. Il titolo del brano, tratto da una canzone popolare, si riferisce a una visione leggera ed evasiva dell’utopia del XIX secolo, dove “Oleanna” è il nome di un luogo dove “maschilmente” è tutto possibile. La storia narra di una studentessa che accusa di tentato stupro il professore a cui si era rivolta in seguito al brutto voto riportato in un test. Le accuse sono infondate, ma il professore viene licenziato e denunciato, poiché il senso delle sue parole e dei suoi gesti, manipolato dalla ragazza, si ritorcono contro di lui. La maggior parte dei critici sembra pensare che David Mamet abbia scritto un’analisi dei problemi di comunicazione maschiofemmina, una di quelle aree ingannevoli della natura umana che la scienza spinge al di là e solo i drammaturghi osano percorrere. Altri ritengono invece che la sua opera sia un lamento per la distruzione della fiducia reciproca e l’interazione personale che rende possibile la libertà. Forse sembra che si tratti di problemi di comunicazione o di correttezza politica portata sulla scena, ma letteralmente, Oleanna è una storia di
uno pseudo-eroe che combatte il “male”, qui rintracciabile in un gruppo, in una morale, nello stato delle cose come sono sempre state. Anche le parole – sembra voler
ammonire David Mamet – possono uccidere la libertà.