Stagione Teatrale

Dal 2018 la Stagione del Mascagni di Chiusi fa parte della rete teatrale FTS (Fondazione Toscana Spettacolo onlus), fondata dalla Regione Toscana nel 1989 per la diffusione e valorizzazione dello spettacolo dal vivo e della creazione artistica toscana di qualità e innovazione.

LA STAGIONE 2019/20 È CONSULTABILE ANCHE SUL SITO DELLA FONDAZIONE TOSCANA SPETTACOLO ONLUS QUI 

Dal 2012 ad oggi hanno calcato il palcoscenico del Mascagni artisti quali Raffaele Paganini, Stefano Accorsi, Simona Marchini, Ascanio Celestini, Isabella Ragonese, Alessandro Benvenuti, Le Sorelle Marinetti, Giulio Casale, Andrea Scanzi, Alessandro Preziosi, Arca Azzurra, Circo e Dintorni, Kaos Balletto di Firenze, Il Mulino di Amleto, Andrea Muzzi, Eugenio Allegri, Leo Muscato, Giorgio Albertazzi, Fausto Paravidino, Paolo Rossi, Michele Riondino, Lella Costa, Marco Baliani, Roberto Latini.

 

🎭 TEATRO PIETRO MASCAGNI 🎭
~ Stagione 2019/2020 ~

Domenica 10 novembre
h. 21.15
Veronica Pivetti
“VIKTOR und VIKTORIA”
produzione a.ArtistiAssociati/Pigra srl

 

 

Il mondo dello spettacolo non è sempre scintillante e quando la crisi colpisce  anche gli artisti devono aguzzare l’ingegno. Ecco allora che Viktoria, talentuosa  cantante disoccupata, si finge Viktor e conquista le platee… ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. Tra battute di  spirito  e  divertenti equivoci  si  legge  la  critica  ad  una  società  bigotta e  superficiale  (la nostra?)  sempre  pronta a giudicare  dalle  apparenze. La Berlino degli Anni Trenta fa da sfondo ad una vicenda che, con leggerezza, arriva  in  profondità.  Veronica Pivetti si cimenta nell’insolito doppio ruolo di Viktor/Viktoria,   nato  sul  grande schermo  e  per  la  prima  volta  sulle  scene italiane nella sua versione originale.

 

 

 

 

 

 

 

 

▶ Mercoledì 20 novembre
Isa Danieli e Giuliana De Sio
“LE SIGNORINE”
produzione Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo
Di Gianni Clementi
Regia Pierpaolo Sepe

Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano. Una vita scandita dalla monotona, ma rassicurante ripetizione degli avvenimenti. Addolorata, dopo una vita condotta all’insegna del sacrificio e del risparmio, cui è stata obbligata dalla sorella, vuole finalmente godersi la vita. Rosaria, che ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo il fine della propria esistenza, non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario, cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni. Anche l’uso del televisore, con conseguente consumo di energia elettrica, può generare un diverbio.
Costrette a una faticosa convivenza, le due ‘signorine’, ormai ben oltre l’età da matrimonio, non possono neanche contare su una vita privata a distrarle da quella familiare. Le poche notizie che gli giungono dal mondo provengono dai pettegolezzi dei parenti o dai reality in televisione. L’unico vero sfogo per Rosaria e Addolorata sembra essere il loro continuo provocarsi a vicenda, a suon di esilaranti battibecchi senza esclusione di colpi.
Rosaria domina e Addolorata, a malincuore, subisce. Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni …
Le Signorine è una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro al tragico quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici del nostro teatro, che trasformano i litigi e le miserie delle due sorelle, in occasioni continue di gag e di risate. Nella loro veracità napoletana, Rosaria e Addolorata sanno farci divertire e commuovere, raccontando con grande ironia, gioie e dolori della vita familiare. Un testo irriverente e poetico che ci ricorda come la famiglia sia il luogo dove ci è permesso dare il peggio di noi, senza il rischio di perdere i legami più importanti.

 

 

▶ Mercoledì 4 dicembre
Alessandro Serra
“MACBETTU”
produzione Sardegna Teatro/compagnia Teatropersona
con il sostegno di Fondazione Pinuccio Sciola e Cedac Circuito Regionale Sardegna

Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da  soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti  da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza  dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi e evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

Alessandro Serra

 

▶ Martedì 7 gennaio
Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi
“DONCHISCI@TTE”
produzione Arca Azzurra Produzioni


Una scrittura originale che trae ispirazione dall’opera di Cervantes, collocando l’hidalgo spagnolo contro la contemporaneità. Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naïf, accompagnato da un Sancho,  che è insieme figlio e disorientato adepto, Don Chisciotte  intraprende  un corpo a corpo, demoralizzante ma  allo stesso tempo “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene. Si rintana in un rifugio nel quale cerca di difendere il proprio pensiero critico, accanendosi contro le menti malefiche delle multinazionali e appigliandosi all’unica gioia della vita:  l’amore per la sua Dulcinea. Peccato che anch’essa è incastrata all’interno della contemporaneità, intrappolata in una webcam dove può svanire dolorosamente per un banale blackout.

 

▶ Sabato 21 dicembre
Fuori abbonamento
Concerto della rassegna regionale TOSCANA GOSPEL FESTIVAL

 

▶ Venerdì 24 gennaio
“TI RACCONTO DON GIOVANNI”
Ensemble di archi e fiati dell’ORT
con Alessandro Riccio, attore
musiche di Wolfgang Amadeus Mozart produzione Fondazione ORT

Dopo il successo de I Fiati all’Opera, un altro spettacolo  a  cavallo tra musica classica e teatro, tra approccio serio e dissacrante, tra emozione e divertimento, firmato Orchestra della Toscana. Uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart, il virtuosismo di un attore/trasformista come Alessandro Riccio, un ensemble di dieci musicisti, la vicenda, le musiche, i sentimenti di un’opera simbolo della storia della musica.

 

▶ Martedì 25 febbraio
Leo Gullotta
“BARTLEBY lo scrivano”
produzione Arca Azzurra Produzioni

Francesco Niccolini immagina una Wall Street di più di un secolo fa. Una giornata qualunque nello studio di un avvocato, gentile e anonimo. Un ufficio  popolato da  una curiosa  umanità: due impiegati che si odiano, una segretaria civettuola, una donna delle pulizie molto attiva. Un giorno viene assunto un nuovo scrivano ed è come se in quell’ufficio fosse entrato un vento che manda all’aria il senso normale delle cose, e della vita. Eppure, è un uomo da nulla: «…rivedo ancora quella figura, scialba nella sua dignità, pietosa nella sua rispettabilità, incurabilmente perduta». Bartleby si chiama, e fa lo scrivano. Copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca: un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta con una frase che è rimasta nella storia: “Avrei preferenza di no”. Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica e sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Da quel momento Bartleby si spegne: sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra. Smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio, preoccupando prima, e impietosendo poi il suo principale che non riesce a farsi una ragione di quel comportamento. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché? Quando lo scopriremo, sarà troppo tardi.

 

▶ Venerdì 13 marzo
Lello Arena
“PARENTI SERPENTI”
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro/Bon Voyage Produzioni/Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi.

 

▶ Venerdì 20 marzo
LST Teatro
“LA STAZIONE”
di Umberto Marino
produzione Fondazione Orizzonti d’Arte e LST Teatro

La Stazione racconta la storia del timido capostazione Domenico che vive da solo nella sua piccolissima postazione, quasi isolato nella campagna di un sud indefinito. La sua vita è fatta di orologi, campanelle e treni, e ormai, del suo piccolo ufficio, sa tutto. Anche che un pesante portellone si aprirà immancabilmente sempre alla stessa ora, sollecitato dalle vibrazioni del rapido di passaggio. Ma una notte questa routine si spezza: nella stazione arriva una giovane e bella donna, Flavia, a piedi, sconvolta. È fuggita da una villa poco lontana dove, durante una festa, il suo compagno ha incominciato a maltrattarla, molestarla, umiliarla, usandola per i suoi loschi scopi affaristici. Lei, giovane donna dell’alta borghesia cittadina, si rifugia nell’ufficio della stazione. Fin quando il suo compagno, alterato, arrabbiato, arriva a riprendersi quella che secondo lui è roba sua, la sua fidanzata, la sua compagna, la sua donna, Flavia. Da qui nasce una lunga storia fatta di amore, disprezzo, paura, violenza e tenerezza.

Il senso del possesso e dal rispetto tra sessi, il rapporto tra uomo e donna, l’ingenuità della provincia di fronte all’arroganza metropolitana, per arrivare alla conclusione che ciò che conta è l’essere umano, l’umanità che questo sa o non sa esprimere. Questi i temi affrontati con leggerezza ed umorismo in questo perfetto meccanismo ad orologeria scritto da Umberto Marino, una commedia thriller con tre personaggi di grande spessore, cui daranno vita tre bravissimi ed esperti attori come Alessandro Waldergan, Silvia Frasson e Gianni Poliziani, sotto la direzione di Manfredi Rutelli che ne firma la regia.

 

▶ Venerdì 3 aprile
Simone Cristicchi
“MANUALE DI VOLO PER UOMO”
produzione Corvino Produzioni/TSA Teatro Stabile d’Abruzzo/CTB Centro Teatrale Bresciano

Simone Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale con una nuova invenzione drammaturgica, stavolta ambientata nel mondo attuale. Una favola metropolitana ricca di emozioni, musica e poesia. Nello spettacolo “Manuale di Volo per Uomo”, Cristicchi interpreta un quarantenne rimasto bambino, con un problema preoccupante: qualunque cosa guardino i suoi occhi – dal fiore di tarassaco cresciuto sull’asfalto, ai grandi palazzi di periferia – tutto è stupefacente, affascinante, meraviglioso! Per molti è un “ritardato” da compatire, per alcuni un genio. Sicuramente è un tipo strano, che ama dipingere un mondo tutto suo, contare le lettere che formano le parole delle frasi, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria.

 

🔺 Inizio spettacoli ore 21.15 🔻

👉 Prelazione vecchi abbonati dal 23 settembre al 9 ottobre

👉 Nuovi abbonamenti dal 14 ottobre al 28 ottobre, compresi

👉 Vendita biglietti intera stagione dal 30 ottobre

🔘 Info
Fondazione Orizzonti d’Arte
via Porsenna, 81 – Chiusi, SI
📞 tel. 0578 226273 – 20473
📱 mob. 345 9345475
📧 info@fondazioneorizzonti.it
📥 biglietteriafondazione@gmail.com
🏤 Teatro Mascagni
via Giuseppe Garibaldi, 30 – Chiusi, SI

 

Abbonamenti
Platea e palchi centrali € 126, ridotto € 112
Palchi laterali € 112, ridotto € 98
Loggione € 35
“Biglietto Futuro” under 30 I posto e II posto € 70

Biglietti
platea e palchi centrali € 18, € 16 ridotto
palchi laterali € 16, € 14 ridotto
loggione € 5
“biglietto futuro” under 30 in qualsiasi posto € 10

Spettacoli fuori abbonamento
I Posto (platea e palchi centrali) intero € 15, ridotto € 13
II Posto (palchi laterali) intero € 13, ridotto € 11
loggione € 5

Con Carta Studente della Toscana
biglietto € 8 studenti universitari
(il posto verrà assegnato, dietro presentazione della carta, in base alla disponibilità della pianta; si consiglia l’accesso in biglietteria almeno un’ora prima dell’inizio spettacolo)

RIDUZIONI
Soci BCC Chiusi-Montepulciano, soci COOP Centro Italia, soci Conad, over 65, possessori Carta dello spettatore FTS (solo per i biglietti)

BIGLIETTERIA
Presso gli uffici della Fondazione Orizzonti d’Arte, dal lunedì al venerdì ore 10-13 e 15-17. Il giorno dello spettacolo, se sabato o domenica, biglietteria direttamente in Teatro dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 a fine evento.
biglietti disponibili da mercoledì 30 ottobre.
biglietti acquistabili online circuito Ciaotickets.com
Al prezzo del biglietto sarà applicato il diritto di prevendita del 10%